Laddove le montagne discendono dolcemente sorge il centro abitato di Villaurbana, che da un lato guarda il Monte Grighine e dall’altro il Monte Arci, in un territorio ricco di pascoli, sorgenti, foreste e tracce di storia millenaria: nel suo territorio, infatti, la vecchia strada romana si biforcava rivolgendosi da una parte verso il mare e il centro di Tharros, dall’altra invece verso l’interno per giungere a Forum Traiani. Interpretare il suo nome non è cosa semplice: secondo la tradizione popolare, la zona dove sorge l’attuale centro abitato venne scelta dai cittadini romani di Forum Traiani come località di villeggiatura per l’estate grazie alla presenza di boschi ombrosi e fresche sorgenti; qui i Romani avrebbero sistemato le loro ville, creando così il toponimo Villa Urbana (Villa della città). Più avanti, in alcuni documenti medievali è indicata ora come Villa Albana, ora come Villa Olbana, ma solo a partire dal XVI secolo appare nella sua attuale dicitura.
Posizionato tra l’Arborea e l’Alta Marmilla, Villaurbana si affaccia sulla vallata del Rio Granaxiu che separa le pendici settentrionali del Monte Arci dai rilievi del Monte Grighine. Questo presuppone già una posizione di estrema considerazione sotto il profilo naturalistico: infatti sia il Monte Arci che il Grighine, pur nella loro diversità, presentano aspetti floristici e faunistici di notevole interesse. Il Grighine, che raggiunge in territorio di Siapiccia l’altezza massima di metri 675 con la vetta Punta Grighine, è una delle formazioni geologiche più complesse e meno esplorate della Sardegna. Le sue forme aspre, nel versante sud-occidentale che appartiene anche al territorio di Villaurbana, presentano un paesaggio brullo con una copertura vegetale a macchia mediterranea non molto rigogliosa. Il Monte Arci, invece, rigoglioso e fitto di vegetazione presenta una vegetazione costituita principalmente da lentisco, erica, corbezzolo e altre specie tipiche della macchia mediterranea. Meritano una visita le oasi di S’Arangiu Aresti, Su Cruccuri, S’Arroia Eretta, S’Utturu de Su Cadru, Is Aruttas Santas dove sorgono, tra le altre cose, anche delle aree attrezzate per pic-nic. Numerose anche le sorgenti presenti nel territorio di Villaurbana tra le quali ricordiamo quelle di Figu Crabia, S’Utturu e su Cadru, Sa Mitza Mobentina, Mitza e Crannaxiu e Su Cruccuri.
Tutti i reperti archeologici che risalgono all’età prenuragica, nuragica, punica e romana testimoniano l’esistenza di insediamenti umani fin da tempi antichissimi. Sono presenti due piccole grotte funerarie (domus de janas) tipiche del tardo neolitico: si tratta molto probabilmente di sepolture in rocce poco modificate dall’uomo. Si chiamano Sa Rutta ‘e jana (la grotta delle streghe) e Su secretu de sa Conca ‘e s’Omin” (il segreto della roccia umana). Quest’ultima è legata ad una leggenda popolare secondo la quale la grotta era una prigione dove venivano seppellite ancora vive le madri nubili per espiare la loro colpa. Sul versante del Monte Arci che appartiene a Villaurbana è stata rinvenuta un’officina di ossidiana. In quest’area, inoltre, sono presenti 60 siti che risalgono all’età nuragica. Tra questi si segnalano i complessi di Bau Mendula, Modu, Mebas, Turrita, Bidella, Sant’Uanni e Craddaxius dove sono state rinvenute numerose tracce di tombe di Giganti. Nella località denominata Sa Mizza de is Mobentinas sono state rinvenute numerose statuine di età punico-fenicia e questi ritrovamenti hanno fatto pensare ad una possibile esistenza di una fabbrica di ceramica. Anche le tracce di epoca romana sono piuttosto numerose e ciò è dovuto alla presenza della colonia romana di Iulia Augusta Uselis (l’attuale Usellus) poco distante da Villaurbana. Tra questi reperti vanno ricordati i ruderi della strada Roma che collegava Uselis a Forum Traiani, dove attualmente si trova il villaggio denominato Fordongianus.
Come abbiamo già detto, esistono tracce che testimoniano l’insediamento umano in età prenuragica e nuragica. In epoca romana Villaurbana ebbe una grande importanza. Nel Giudicato (Medioevo) Villaurbana faceva parte del distretto della Curatoria di Simaxis nel Giudicato d’Arborea. Fu citato anche nel 1228 nel Condaghe di S. Maria di Bonarcado. In seguito il paese, come ogni parte della Sardegna, fu interessato dalla dominazione spagnola.
La parrocchiale dedicata a S. Margherita fu edificata nel 1712 sui resti di un impianto romanico come testimoniano alcune tracce nella piazza. All’interno è molto interessante il battistero costituito da una vasca ovale sulla quale sono scolpite un’immagine della Madonna col Bambino e un’immagine di S. Giovanni Battista. Vi sono inoltre altre due chiese: una è dedicata a S. Isidoro, patrono dei contadini, l’altra è la chiesa campestre di S. Crispo che, secondo una credenza comune, fu costruita grazie ad un ricco viandante che vi trovò un tesoro aveva precedentemente perso.
Il recupero architettonico di alcuni interessanti edifici, tra cui la Casa appartenuta alla famiglia Lai (attualmente è il Museo del Pane) ha permesso al centro cittadino di Villaurbana di ritrovare le sue antiche caratteristiche come i muri esterni in pietra e gli ampi portali. Soprattutto questi portali sono importanti per la loro duplice funzione: quella estetica e quella di far giungere all’interno delle case i carri carichi di grano.
Villaurbana ha una tradizione particolare legata ad un’arte antica: la panificazione. In quasi tutte le case c’è un forno a legna dove abili massaie cuociono il pane fatto in casa. Tra le varietà tipiche di pane vanno ricordati “civraxiu” e “pani pesau” (in particolare “is coccois”) che ancora oggi sono presenti per celebrare gli eventi più importanti dell’anno. Il pane cotto nel periodo pasquale ha tante forme particolari così come quello dei matrimoni. Per questa tradizione è nato il Museo del Pane nella casa patronale appartenuta alla famiglia Lai. Grazie a questo museo Villaurbana è membro del Percorso Nazionale delle “Città del Pane”. Altro importante prodotto di Villaurbana è l’olio extravergine di oliva prodotto con le varietà locali di olive: bosana, semidana, olieddu e tonda di Cagliari. Quest’olio è stato segnalato per la sua genuina qualità in tutto il territorio italiano.
Il pane è l’alimento principale di Villaurbana e viene prodotto seguendo la ricetta tradizionale. La farina che si ricava dal grano viene utilizzata non solo per fare il pane casalingo ma anche per molti tipi di pasta come i malloreddus e la fregua. Esistono anche altri piatti a base di farina di frumento: uno si chiama simbua currenti (brodo di crusca con olio extravergine di oliva) un altro si chiama simbua fritta (crusca con lardo e cubetti di salsiccia). Tra i secondi di carne ricordiamo gli arrosti di agnello e maialino. Per quanto riguarda i dolci a Villaurbana ci sono gli stessi delle altre zone del Monte Arci: amarettus, gueffus, padruasa (dolci pasquali) e zippuasa (dolci tipici del Carnevale).