Il Paese
Marrubiu è uno dei paesi più popolosi della provincia di Oristano e conta attualmente 4526 abitanti.
Il territorio, che comprende una superficie di 64 kmq, si estende tra il versante occidentale del Monte Arci e la fascia pianeggiante del Campidano. Esso si identifica per la posizione centrale e strategica rispetto alle principali arterie dell’isola: la ferrovia Cagliari-Golfo Aranci, I’S.S. 131 Cagliari-Sassari, I’S.S. 126 che consente di raggiungere Sant’Antioco e la S.P. 68 che penetra le montagne fino raggiungere la Barbagia.
Il paesaggio marrubiese è caratterizzato da una moltitudine di ambienti in cui uomo e natura si incontrano da millenni, che dalle grandi lagune costiere in gran parte bonificate fra gli anni Venti e Trenta, passa per i grandissimi appezzamenti di terreno coltivati a cereali, ortaggi e vite della piana, fino a raggiungere bucolici paesaggi collinari e montani del Monte Arci.
Tanta ricchezza e fertilità è testimoniata, oltre che dalla presenza di strategiche realtà produttive del settore agroalimentare, da meravigliosi beni culturali come i nuraghi Ceddus e S’Omu de S’Orku, il sito romano del Praetorium di Is Bangius sede del governatore della provincia di Sardegna e Corsica, la chiesetta medievale di Zuradili, la Metropolita Ortodossa fino al sito di archeologia industriale di Sant’Anna.
L’attore protagonista del patrimonio marrubiese è senza dubbio il Monte Arci, un vulcano ormai spento, ricco di sorgenti, specie faunistiche rare e tripudio della flora mediterranea, famoso per la presenza dell’Ossidiana, la roccia di vetro usata nella Preistoria per la fabbricazione di lame e frecce, di cui rappresentò la più importante fonte di approvvigionamento del Mediterraneo Occiden-tale.
La montagna ha sempre rappresentato una risorsa fondamentale per il territorio dalla preistoria all’età contem-poranea. In ogni epoca gli uomini la sfruttarono per le rocce, gli alberi, i pascoli, la selvaggina e le acque instaurando con essa un profondo legame. che nel bene e nel male ha segnato la storia marrubiese. Anzi, l’ha forgiata.
Nel Seicento il Monte Arci fu fondamentale per la nascita del villaggio di Zuradili, collocato ai suoi piedi e, alla scomparsa di quest’ultimo, di Marrubiu, situata in pianura ma sempre in vista del monte che con le sue acque fertilizzava i campi e alimentava il pescoso Stagno di
Sassu.
Il rapporto indissolubile tra la montagna e i marrubiesi vive nei segni lasciati dalla storia nelle pietre, nelle caverne o nei boschi del monte e riecheggia nelle leggende che influenzano la cultura.
Il territorio
Marrubiu, situato a metri 7 s.l.m, si trova a metà strada tra quella parte di Campidano che è stata interessata, nella prima metà del secolo scorso, da un’azione di bonifica e l’area che si immette nel Monte Arci: infatti nel suo territorio è compresa un’ampia porzione di questo rilievo. Giacimenti di ossidiana, macchia tipicamente mediterranea con arbusti di lentisco e cisto insieme ad alberi di leccio, agrifoglio e quercia da sughero, sono tra gli elementi caratteristici di questo territorio. Diverse anche le acque correnti, come per esempio il Rio Murus e le sorgenti, tra le quali ricordiamo quelle di Funtana Figu, di Quasodi e di Murus.
L'archeologia
Anche il territorio di Marrubiu, come quello di tutti i comuni che si trovano nel territorio del Monte Arci, la “culla” della tecnologia neolitica, che per la sua importanza ha visto un’alta densità demografica e ha assunto un’importanza considerevole per la presenza di quel prezioso materiale vulcanico che è l’ossidiana, presenta diverse stazioni in cui questa è attestata: le troviamo nelle località di Tziponeas, Su Seddarxiu, Roia Tressa, Frontu Tzuarbara, Roia de Murus, Sa Conca de Su Cabi, Roia s’ottigu, Ceddas e Corongiu Sitzona. Per il periodo nuragico, è attestata la presenza di un antico nuraghe (ora distrutto) nell’area dell’odierna chiesa parrocchiale, e i nuraghi di Ruinas e Masongiu Orcu, per quanto siano stati in gran parte demoliti. Grande importanza ricopre, invece, l’epoca romana, sulla base dei ritrovamenti effettuati nel territorio del paese: questi, infatti, si attestano nelle località di Ruinas, Bacchiana e soprattutto di Muru de Bangius, considerato il più importante sito archeologico di età romana di tutta l’area per la presenza di un pretorium, ovvero della residenza ufficiale di alte cariche militari, quali i governatori. Nel caso del pretorium di Marrubiu si tratta del governatore della provincia di Sardegna e Corsica, che aveva in questo punto una residenza ufficiale, ubicata lungo la direttrice stradale che collegava Karales (Cagliari) a Turris Libisonis (Porto Torres), facendo tappa dapprima proprio a Marrubiu, e poi a Forum Traiani (Fordongianus). Una targa marmorea che commemorava i lavori di restauro dello stesso pretorium ne attesta l’esistenza, insieme ad un edificio termale nei cui ruderi si è potuta leggere la divisione canonica dell’architettura termale romana, con ambienti di spogliatoio fino alle vasche per le balneazioni. Lo stesso toponimo Murus de Bangius (Bangius dal latino balneum) si collega a questa importante attestazione.
La storia
Durante il Medioevo, Marrubiu appartenne al Giudicato d’Arborea, sotto l’amministrazione della Curatoria di Bonorzuli, seguendo poi tutte le vicende legate al Giudicato arborense. In epoca aragonese divenne un feudo controllato dagli Spagnoli. Vittorio Angius, nel celebre “Dizionario storico-statistico” del Casalis, narra alcune vicende che si legano a fenomeni di brigantaggio che interessarono, nell’Ottocento, la piana tra Marrubiu e Santa Giusta, con tutta una serie di atti sanguinosi.
L'architettura e L'arte
Al centro del paese si trova la chiesa parrocchiale della Madonna del Rimedio o Beata Vergine di Monserrato, risalente al 1710 e successivamente restaurata: al suo interno sono conservate alcune statue lignee, risalenti alla metà del Seicento, di grande valore storico-culturale, che secondo la tradizione popolare sarebbero state trovate nel Monte Arci. A circa sette chilometri dal centro abitato, sulle prime pendici del Monte Arci, sorge la chiesetta campestre di Santa Maria di Zuarbara o di Zuradili. Zuradili era l’antica villa medioevale, dalla quale, successivamente, in seguito al suo abbandono nel 1659 a causa di una pestilenza e con il conseguente trasferimento dei suoi abitanti, ebbe origine Marrubiu.
I prodotti tipici
Grazie alla qualità dei suoli del suo territorio, a Marrubiu si ha un’ottima produzione di uve di qualità Nuragus, Monica e Bovale sarda, dalle quali si ottengono vini dalle fragranti profumazioni che vengono prodotti e commercializzati da una cooperativa vitivinicola locale, sia nella sede della propria cantina sociale o in altri punti vendita. Ma il vino non è l’unico prodotto di Marrubiu: ricordiamo anche i formaggi, i dolci, il pane e la pasta fresca, il miele e gli insaccati con produzioni della più tradizionale salumeria isolana (musteba, grandua, prosciutti, lonze, salsicce ecc.). Citiamo anche l’artigianato artistico della lavorazione del legno e del ferro e la produzione orafa che si lega ad antiche credenze popolari.
La Gastronomia
Anche a Marrubiu sono state l’agricoltura e la pastorizia a condizionare la gastronomia locale: piatti semplici a base di verdure e legumi, il pane e la pasta fatti in casa, le produzioni di salumi e insaccati che, secondo le antiche usanze casalinghe, trovano ancora posto nella tavola di tutti i giorni. E poi gli arrosti, di agnello o di maialetto e la selvaggina. Anche la produzione dolciaria è simile a quella di altri paesi che fanno parte del Parco del Monte Arci: biancheddus, gueffus, piricchitus, padruasa e zippuasa solo per citarne alcuni. Un cenno a parte meritano i vini ottenuti da particolari tipi di uve come la bovale sarda e quella di Spagna e il rosso Monica di Sardegna.
Su Marrulleri
“Su Marrulleri” è una manifestazione di particolare interesse turistico del paese. Non è altro che la celebrazione , in chiave “moderna” del Carnevale accompagnata da sfilate colorate e gioiose di maschere e carri allegorici, che per la loro gradevolezza richiamano a Marrubiu migliaia di visitatori da ogni angolo della Sardegna. Infatti, partecipano a “Su Marruleri” carri allegorici con particolari coreografie, gruppi mascherati e maschere singolari e originali nelle loro fattezze, in cui si sprigiona tutta la fantasia dei numerosi partecipanti alla manifestazione. Questa prevede una sfilata che si snoda lungo alcune vie cittadine, da Piazza Martiri, a via Napoli, piazza Italia, via Oristano, via Tirso fino alla piazza delle scuole elementari. Poi, accanto alla più tradizionale sfilata, vengono distribuiti in piazza zippuasa (zeppole), dolci caratteristici del Carnevale, fagioli e buon vino della locale cantina sociale.
Feste e sagre
Le manifestazioni e le feste iniziano alla grande, a febbraio, in occasione del Carnevale con “Su Marulleri” che con le sue sfilate di carri allegorici e maschere richiama a Marrubiu tantissimi spettatori da ogni angolo della Sardegna e rappresenta uno degli appuntamenti più importanti dell’intera provincia di Oristano. A maggio, invece, è la volta della festa campestre in onore di S. Maria: si svolge nella località di Zuradili, da cui ebbe origine Marrubiu. Nella frazione di S. Anna, il 26 luglio si festeggia la Santa da cui il piccolo centro ha preso il nome. Settembre si apre con la sagra del miele; nello stesso mese, l’8 e il 9, si svolge la festa patronale dedicata alla Madonna del Rimedio. Ultimo appuntamento festivo è quello in onore di S. Mariedda che ha luogo il 9 novembre.