Domus de Janas, memoria viva e futuro del territorio

Dal riconoscimento UNESCO a un investimento concreto: Pau al centro di un nuovo percorso culturale

Il 14 dicembre, il Museo dell’Ossidiana di Pau ha ospitato un convegno dedicato alle Domus de Janas, segnando una tappa significativa nel percorso di valorizzazione del patrimonio archeologico del territorio del Monte Arci e, più in generale, della Sardegna.

L’incontro ha rappresentato non solo un momento di approfondimento scientifico, ma anche un’occasione per fare il punto su un processo culturale e istituzionale che ha avuto ricadute concrete sul territorio, come sottolineato dalla sindaca di Pau, Alessia Valente, intervenuta a margine dell’iniziativa.

Il contributo scientifico e il ruolo del CESIM

Tra i relatori della giornata, l’archeologo Dott. Luca Doro, che ha offerto un inquadramento archeologico e storico delle Domus de Janas, restituendone il valore nel contesto del Neolitico sardo e del sistema insediativo antico.

Un ruolo centrale è stato riconosciuto anche alla Professoressa Tanda, indicata dalla sindaca Valente come una delle figure chiave del percorso che ha condotto al riconoscimento UNESCO delle Domus de Janas, grazie al lavoro portato avanti insieme al CESIM. Un impegno definito “infaticabile e appassionato”, che ha reso possibile un risultato considerato fino a pochi anni fa difficilmente raggiungibile.

Oltre la candidatura UNESCO: l’effetto sul territorio di Pau

Pur non rientrando nel serial site UNESCO ufficialmente riconosciuto, il sito archeologico di Pau ha beneficiato in modo diretto del percorso avviato.

Come spiegato dalla sindaca Valente, il progetto UNESCO ha avuto un effetto dirompente in termini di visibilità e consapevolezza, portando l’attenzione istituzionale su siti considerati strategici ma fino a quel momento meno valorizzati.

“Il lavoro promosso con il CESIM è andato ben oltre la sola candidatura”, ha sottolineato la sindaca, evidenziando come il clamore mediatico e scientifico abbia contribuito a riaccendere i riflettori sull’importanza del patrimonio archeologico locale.

Un finanziamento da 1,2 milioni di euro per Su Forru de is Sinzurreddus

Il risultato più concreto di questo processo è arrivato con lo stanziamento regionale di 1.215.000 euro, destinato al sito archeologico di Su Forru de is Sinzurreddus e alle officine di lavorazione dell’ossidiana.

Un investimento che, secondo quanto riferito dall’amministrazione comunale, consentirà non solo interventi di messa in sicurezza e riqualificazione, ma soprattutto la costruzione di un sistema strutturato di fruizione del sito: visite guidate, accoglienza, decoro e sorveglianza.

L’obiettivo dichiarato è quello di rendere il sito pienamente accessibile alla comunità locale, ai visitatori e agli studiosi, trasformandolo in un elemento stabile dell’offerta culturale del territorio del Monte Arci.

Cultura come esperienza condivisa

La giornata è stata arricchita anche dallo spettacolo de Le Janas di Bosa, che attraverso musica e performance ha evocato l’immaginario e la memoria legati alle Domus de Janas, creando un ponte tra ricerca archeologica e linguaggi artistici contemporanei.

Presenti all’incontro anche rappresentanti del mondo della scuola, tra cui la Dirigente Scolastica dell’Istituto Comprensivo di Ales, a testimonianza di un’attenzione crescente verso il dialogo tra patrimonio culturale, educazione e comunità.

Un passaggio chiave per il territorio del Monte Arci

Come ha evidenziato la sindaca Alessia Valente, il risultato raggiunto non rappresenta un punto di arrivo, ma l’inizio di una nuova fase: quella in cui la valorizzazione del patrimonio archeologico diventa progetto di lungo periodo, capace di generare conoscenza, partecipazione e sviluppo culturale.

Un percorso che rafforza il ruolo di Pau e del territorio del Monte Arci come custodi attivi di una memoria millenaria, oggi finalmente al centro di una strategia condivisa tra istituzioni, ricerca e comunità locali.

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